Il Museo Etnoantropologico “Venerando Bruno”

Inaugurato il Museo Etnoantropologico “Venerando Bruno”

In mostra nei locali della Casa del Lampionario 330 reperti della civiltà agricola belpassese e strumenti di lavoro domestico. Il sindaco Caputo: «Facciamo ripartire un processo di crescita culturale»

“Il Museo vuole essere un segno profondo del rispetto che ho sempre avuto nei riguardi della società locale del passato ed ha il compito bello e generoso di stipulare un’intesa ideale fra presente e passato, fra ciò che è e ciò che è stato, per non far perdere per sempre i segni dei padri. Lo dedico alle future generazioni e agli uomini di cuore e d’intelletto”.

(Venerando Bruno)

(12.12.2016) - Il sindaco Carlo Caputo ha tagliato il nastro inaugurale del nuovo Museo Etnoantropologico “Venerando Bruno”, allestito nei locali, riadattati per l’occasione, della Casa del Lampionario di via II Retta Levante 173. Il Museo ospita la ricca collezione appartenuta al compianto studioso di archeologia Bruno, che ha trascorso l’intera sua esistenza tra appassionate ricerche storiche e continui sopralluoghi in tutto il territorio per ricostruire il passato della civiltà belpassese. Il suo sogno era quello di vedere aperto un Museo che potesse contenere i vari oggetti rinvenuti durante le ricerche, e infatti aprì un sito espositivo nel 1994. L’esperienza ebbe breve durata ma il sogno di Bruno è stato ripreso e realizzato dall’Amministrazione comunale grazie agli eredi, che hanno concesso in comodato d’uso gratuito un primo fondo di oltre 330 reperti, per la gran parte strumenti di lavoro usati per l’attività agricola e antichi attrezzi domestici. Il Museo ospita inoltre una sezione dedicata agli eventi bellici che sconvolsero il territorio belpassese durante la Seconda Guerra Mondiale.

La cerimonia inaugurale si è svolta in presenza degli assessori Di Mauro, Prezzavento, Guglielmino e dei familiari di Bruno: la moglie Veneranda Caruso, la figlia Giacinta con il marito Mario e i tre piccoli figli, i fratelli Giuseppe e Alfio, insieme a un pubblico interessato e attento che ha ammirato lungamente le esposizioni. Presenti inoltre Barbara Laudani, direttore del Comitato tecnico-scientifico di Belpasso Musei, Agata Borzì, dirigente dei Servizi culturali del Comune, l’architetto Carmelo Russo, che ha curato gli allestimenti delle sale, gli esperti di Beni culturali Paolo Magrì e Valeria Guarnera, che hanno catalogato, organizzato ed esposto i reperti nelle teche.

«Questi - ha detto il sindaco Caputo - sono una parte dei ricordi di Venerando Bruno, quindi sono ricordi molti intimi, di cui adesso beneficiamo tutti. Da oggi iniziamo una serie di aperture di aree museali, perché crediamo molto in un processo culturale e nella creazione della bellezza. Non mi stancherò mai di dirlo: Belpasso era, fino a 30-40 anni fa, centro vivace in tutta la provincia di Catania per arte, cultura e produzione letteraria. Forse negli ultimi decenni ha perso un po’ la sua tempra originaria, quindi ci stiamo sforzando umilmente di mettere insieme tutti gli attori sociali di questa città per far ripartire un processo di crescita culturale. Siamo in un momento di crisi finanziaria, quindi è il momento migliore per riparlare di cultura e investire in arte. lo stiamo facendo con le sculture in pietra lavica, un materiale nostro da sempre e che così valorizziamo, lo stiamo facendo con i musei. Ringrazio la famiglia per il dono che ha fatto a Belpasso e spero che, se dall’aldilà qualcuno ci sta guardando, sia felice di questo momento».

   «Ringrazio soprattutto - ha aggiunto l’assessore al Turismo, Tony Di Mauro - il Comitato tecnico scientifico di Belpasso Musei, in particolare il dottor Paolo Magrì e la dottoressa Valeria Guarnera che hanno messo passione ed energia per ultimare questo museo. Contiamo nel periodo estivo di aprire un’altra sezione etnoantropologica nel cortile di Casa Russo Giusti, estendendo così il Museo. Ringrazio la Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania, la nostra dirigente Agata Borzì e l’architetto Russo per le teche».

«Sento il dovere di ringraziare l’attuale Amministrazione comunale - queste le parole della figlia di Venerando Bruno, Giacinta - e quanti si sono interessati alla riapertura del Museo, a 22 anni dalla chiusura del primo sito che volle mio padre e a 10 anni dalla scomparsa del suo fondatore. Oggi, noi familiari di Venerando Bruno partecipiamo con emozione a questo evento, anche se avremmo preferito che la riapertura del Museo fosse avvenuta tempo fa, con lui ancora in vita, in modo da sentire lui stesso porgere i ringraziamenti all’amministrazione. Cito solamente una frase significativa del manifesto murale che mio padre aveva preparato in occasione dell’inaugurazione del Museo: “Con l’istituzione del Museo, Belpasso si riappropria della sua identità storica per tendere al Rinascimento che le compete. Il Museo vuole essere un segno profondo del rispetto che ho sempre avuto nei riguardi della società locale del passato ed ha il compito bello e generoso di stipulare un’intesa ideale fra presente e passato, fra ciò che è e ciò che è stato, per non far perdere per sempre i segni dei padri. Lo dedico alle future generazioni e agli uomini di cuore e d’intelletto”».

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